Tentativo di restauro della propaganda fascista. Il “no” deciso della piazza.

ACIREALE – Al bilancio partecipativo del Comune di Acireale arriva la proposta di restaurare alcune scritte della propaganda fascista. Nulla di storico, solo propaganda priva di ogni valenza storica ma che nella città da sempre dedita alla “restaurazione”, la proposta viene accettata dalla commissione comunale e proposta al voto dei cittadini insieme ad altri dieci progetti; altri sono stati bocciati.

Come era prevedibile ed anche giusto ecco che si sono alzate le tanti voci di protesta per quello che è sembrato più un tentativo di riportare in luce frasi deliranti del fascismo che un recupero storico e men che meno “artistico” o “estetico”. Termini espressi in consiglio comunale dal sindaco Alì per giustificare l’ammissione del progetto. Le reazioni dell’ANPI, della CGIL, di LIBERACITTADINANZA, del PCI, di LIBERA, dell’ARCI e di altre sigle della galassia antifascista sono sfociate nella manifestazione di ieri (17/10/’21) che ha visto sotto Palazzo di Città confluire circa 200 cittadini che si oppongono alla restaurazione della propaganda fascista. Lo striscione posto nel gazebo degli organizzatori recitava: “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine” frase di Matteotti ripresa più volte dal presidente della Repubblica Sandro Pertini.

L’amministrazione comunale su questo punto, come per tanti altri, si è divisa al suo interno. Il consigliere comunale Marino in aula consiliare si è detta contraria, così come l’assessore Raciti che senza mezzi termini in aula consiliare ha affermato: “dodicimila euro sottratti ai bambini”.

In piazza presente anche il segretario regionale del PD Anthony Barbagallo, la responsabile della CGIL Pina Palella, il segretario del PD locale Licciardello, il portavoce di LIBERACITTADINANZA Leotta, il presidente dell’ANPI Musumeci e i consiglieri comunali Cundari e Scalia.L’incontro pacifico ha messo insieme tante sigle tutte unite nel presidio antifascista e contro la restaurazione. Non sono mancati, durante i vari interventi, i passaggi intorno alla devastazione della sede della CGIL a Roma e in chiusura tutti i partecipanti hanno intonato “Bella ciao”.

Una mattinata di sole che ha ridato un momento di splendore e di senso civico alla bella facciata di Palazzo di Città.

(mAd)