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Terme di Acireale, tutto in malora tranne la rappresentazione trionfalistica del potere.

ACIREALE – Lo scenario documentato dalle telecamere di Rai1 e i decenni trascorsi, che hanno rappresentato la lenta e inesorabile agonia dello stabilimento termale di Acireale, sembrano scivolare sopra le teste del potere locale.

Una brevissima sintesi di alcuni passaggi che hanno visto al centro delle iniziative politiche le Terme di Acireale.

Il 20 luglio 2016 scriveva l’on. Nicola D’Agostino: “Nella legge abbiamo previsto che, pagati i debiti, gli stabilimenti termali possano essere trasferiti ai comuni di Acireale e Sciacca per 25 anni per poterli poi affidare, tramite bando pubblico, ad un privato che ne manifestasse l’interesse”.

Luglio 2019 va deserta anche la seconda asta per l’eventuale acquisizione dell’albergo delle Terme e del centro polifunzionale. Si pensava alla partecipazione all’asta della Regione Siciliana considerato che è socio unico delle Terme di Acireale. Ma per ben due volte la “chiama” all’asta viene disertata.

Marzo 2020, le testate giornalistiche annunciano: “La Regione acquista le Terme di Acireale”. Musumeci parla di rilancio e dichiara: “Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto. Così come sta avvenendo con le Terme di Sciacca, per le quali è in corso il bando, vogliamo restituire al suo territorio un bene che ha una valenza storica e turistica inestimabile. Quello del turismo termale è un progetto strategico del mio governo perché ci consentirà di diversificare e destagionalizzare l’offerta turistica, con evidenti benefici per l’economia dell’Isola. Dopo anni di squallore, gli impianti in Sicilia potranno, quindi, tornare a essere un punto di forza e un motivo di attrazione”.

Maggio 2021, l’INAIL sembra interessata all’acquisto delle Terme di Acireale, in quell’occasione l’on. Angela Foti dichiarò: “Le strutture sia quelle di Acireale che di Sciacca versano in condizioni disastrose, se non fossero state in questo stato avremmo potuto subito cavalcare questa opportunità”.

Il 22 settembre 2021 nel tg di Rai1 e in quello regionale di Rai 3 girano le immagini delle condizioni in cui versano le terme di Acireale. Sono immagini davvero deprimenti nella loro assoluta tragicità. Il degrado, l’abbandono, i furti, i rifiuti ed ogni cosa è la rappresentazione eclatante dell’abbandono.

Il 19 dicembre 2021 apprendiamo da un comunicato stampa del Comune di Acireale della “storica apertura del salone” delle Terme. Dopo alcuni lavori di recupero del salone e del parco a cura della partecipata SOGIP vengono presentati due libri. Uno a firma del vescovo Raspanti e da Max Huoy de Longchamp e l’altro a firma del sacerdote Roberto Fusco.

Il 20 dicembre 2021 la politica locale (insieme al vescovo) presentano e partecipano al convegno sul “Piano urbanistico”. Sono presenti il sindaco Alì, gli assessori Raciti e Di Prima e l’ex assessore C. Grasso, interviene anche il vescovo Raspanti. Presenti inoltre Mario Trombetta, segretario generale del Comune di Acireale, i docenti universitari Giuseppe Sigismondo Martorana, Andrea Patanè, Paolo La Greca e Luca Barbarossa, Andrea Giudice, dirigente dell’Area Urbanistica del Comune di Acireale, Franco La Fico La Guzza, dirigente della Soprintendenza ai Beni culturali di Catania e Giuseppe Filetti, dirigente del Genio Civile di Catania.

Il 26 dicembre 2021, sempre al salone delle Terme il sindaco Alì e l’assessore Raciti porgono i loro auguri all’amministratore unico della Sogip geom. Salvatore Messina ed al direttore ing. Santo Leotta. Scambi di auguri con l’amministrazione comunale che si complimenta per la qualità dei servizi svolti dalla partecipata. La politica da troppo tempo ormai è più un esercizio di annunci che azione concreta per il miglioramento dei territori.

Sulle Terme ne abbiamo viste, lette e sopportate tante in questi lunghi decenni di degrado. Quello che non riesco a mandare giù è il fatto che mentre tutto intorno affonda nel degrado totale una piccola isola (il salone) viene reso presentabile e in pochi giorni la politica si fionda dentro con il solito ed ormai incredibile tono trionfalistico.

(mAd)

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