Terremoto di Santo Stefano, tutti ancora in attesa per la ricostruzione

Terremoto di Santo Stefano, tutto resta immobile. I mesi passano, la vita per fortuna va avanti comunque, ma tante famiglie sono in attesa di poter avere risposte sul loro futuro. Le ultime notizie risalgono a metà aprile, quando il decreto-legge Sblocca Cantieri, approvato dal consiglio dei ministri, ha dato solo virtualmente accesso a 236 milioni per la ricostruzione dei comuni più colpiti dal sisma.

I paesi che beneficeranno del fondo sono oltre ad Acireale, Santa Venerina e Zafferana Etnea, Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Milo, Trecastagni e Viagrande. Il tesoretto stanziato dal governo sarà spalmato in 5 anni e dovrà bastare a coprire gli interventi di riparazione e ricostruzione dell’edilizia privata e pubblica, delle attività produttive e commerciali e degli edifici di interesse storico artistico e religioso.

Tutti in attesa.

Abbiamo raggiunto Salvatore Scalia, ex procuratore generale di Catania, e rappresentante del comitato che riunisce gli sfollati post terremoto, per fare con lui il punto sulla situazione.

“La gente è in attesa, l’emergenza è stata affrontata, tutti hanno teoricamente trovato una soluzione temporanea e non siamo dovuti ricorrere alle tendopoli, ma non tutti hanno ancora avuto il contributo per la sistemazione autonoma e c’è ancora gente in albergo.

Dopo il decreto si è fermato tutto, ma abbiamo capito che da solo non poteva funzionare, serviva a fare da traino alla legge”. Scalia sembra avere una visione molto lucida dell’iter e guarda fiducioso al prossimo mese. “Avuto il decreto ci vogliono 60 giorni per approvare la legge. Abbiamo presentato tante richieste di modifica, sono state recepite e predisposte dai parlamentari. Ad esempio è fondamentale che nella legge siano inserite le assunzioni dei comuni e dello staff del commissario straordinario, senza queste non si potrà far nulla”.

Sarebbe impossibile, senza un potenziamento del personale e senza la guida di un commissario e del suo staff, procedere alla ricostruzione senza ulteriori lungaggini e complicazioni. Molte sarebbero infatti le richieste di contributi rimaste ancora accatastate in diversi comuni.

Inutile sarebbe anche, finchè il decreto non sarà convertito in legge, la nomina del commissario straordinario che possa garantire la corretta e rapida attuazione della normativa.

“Il timore è che essendo stato inserito nello Sblocca Cantieri sia tutto bloccato, ci saranno migliaia di proposte di modifica, e che si possa porre la questione di fiducia. Comunque,- ricorda Scalia-, resta il termine dei 60 giorni dall’approvazione del decreto per la conversione in legge”.

(L.C.)