Un’Acireale spaziale spazza via tutto: il Messina ed i ricorsi. Prestazione super e derby in cassaforte!

Un’Acireale spaziale quello visto, finalmente, nella seconda frazione di gioco. Determinazione, voglia e agonismo aggiunte alla superba qualità tecnica sono i segreti di un secondo tempo di altissimo livello nel derby contro l’Acr Messina. Un derby che, a dire il vero, ad un certo punto tutto faceva presagire tranne un ribaltone del genere, con gli ospiti dapprima in vantaggio e poi in pieno controllo del match per tutto il corso del primo tempo. Poi la scintilla, quel lampo, quel diamante nel deserto che riaccende tutto. Anzi, più che un lampo un vero e proprio raggio di sole a cielo scuro. E chi se non il capitano può risollevare le sorti di una gara fin lì indirizzata dalle parti di Messina. Pagana opta per lo stesso undici di Palmi, ma con inizialmente una novità tattica. L’apparente 4-2-3-1 che spesso appare più come un 4-3-1-2, con Arena mezzala destra e con Savanarola alle spalle di De Felice e Ouattara. Poi, una volta andati in svantaggio, il tecnico granata mischia le carte: dapprima andando sul 4-4-2 pesante, con Arena e Savanarola sugli esterni e col doppio centravanti, poi – nella ripresa – con un purissimo 4-2-3-1, stavolta con il capitano alle spalle dell’unica punta Ouattara.

Tante aspettative su questo derby, com’è ovvio che fosse dopo le vicende legate alla gara di andata, ma che forse – almeno all’inizio – avevano di fatto caricato fin troppo il match. Granata inizialmente spaesati, trama di gioco lenta e prevedibile, ma soprattutto mai costruttivo e incisivo dalla metà campo in su. Per il Messina, schierati in campo con un 4-3-3 di marca zemaniana, la prima frazione sembra fin troppo facile ed i tre d’attacco in campo aperto e negli uno contro uno possono far festa. Da sottolineare senza dubbio la sonstuosa prestazione dell’ex granata Matteo Manfrè che dopo l’esperienza, seppur avara di presenze (zero), con la Sicula Leonzio mostra tutto il proprio talento e la propria crescita. Una furia sulla sua fascia sinistra mandando spesso al bar i mal capitati Cannino e Silvestri. Proprio da un errore in uscita di quest’ultimo al 13′ nasce il contropiede che porta al calcio di rigore in favore dell’ACR: recuperata palla Rossetti parte in campo aperto sull’out di destra, sfida Orlando nell’uno contro uno, doppia sterzata in area e sulla seconda finta il centrale acese è costretto a metterlo giù. Dal dischetto va il capitano ospite Antonio Crucitti che con freddezza spiazza Pitarresi e fa 0-1. Da qui in avanti sarà dominio Messina, con le uniche folate di buon vento per l’Acireale affidate ad uno scatenato Alessandro Arena. Proprio il talentuosissimo fantasista sarà protagonista nel finale di frazione del gol del pareggio. Negli ultimi istanti del primo tempo, infatti, il 10 granata riceve palla sul centro destra, entra in area e con classe e caparbietà ubriaca la difesa messinese, appoggio dietro per Savanarola che di potenza fa 1-1. L’azione super di Arena ed il bolide di Savanarola saranno soltanto le prove generali di un secondo tempo spaziale per l’Acireale.

Nella ripresa il copione cambia totalmente, con Pagana che opta per la sostituzione che deciderà la gara: fuori un’Acireale spenta e prevedibile, dentro un’Acireale rabbiosa e cazzuta. La furia granata mette alle corde il Messina e già dopo 9′ il risultato rischia di cambiare con una prodezza di De Felice, che prova il pallonetto dalla distanza ma Avella si salva sulla linea con più di un brivido. Tocca quindi ad Adam Ouattara accendersi con un’azione iniziata e conclusa dopo un uno-due con Arena, ma al momento di concludere il centravanti viene anticipato con la sfera che termina in angolo. Proprio dal successivo corner l’Acireale sfiora il colpo del 2-1, sempre con Ouattara, ma stavolta è il palo a dire di no: Arena calcia benissimo in mezzo, il 9 granata stacca da due passi colpendo il palo interno che salva Avella e compagni. La gara diventa allora un’altalena e dopo aver dominato 25′ è il Messina a sfiorare il nuovo vantaggio con Cristiani, che riceve palla in area, si gira ed incrocia sul secondo palo, ma sfera di pochissimo fuori. Gol sbagliato e gol subito, il calcio è anche fatto di regole non scritte ed è ciò che accade soltalto 2′ più tardi quando De Felice – disastroso fino a quel momento – vince un duello fisico con De Meio, avanza palla al piede e poi dai 20 metri lascia partire un siluro che termina all’angolino. Alla fine la risolve sempre lui, l’uomo della giustizia divina al suo sesto sigillo stagionale: 2-1 Acireale e tifoseria in estasi. Ma non è finita qui, perchè il calcio non è fatto solo da regole scritte e non scritte, ma anche avvenimenti talmente strani che accadono sempre nel momento giusto. E’ ciò che accade all’82’: Mauceri (un treno ad alta velocità per tutto l’arco dei 90′) sfonda per l’ennesima volta sulla sinistra, entra in area, mette al centro per De Felice che cicca, ma sul secondo palo sbuca Cannino che di testa fa 3-1. Proprio lui, esattamente lui, Francesco Cannino. Il Tupparello è una bolgia e al triplice fischio sarà festa grande. Anzi, grandissima.

L’Acireale vince il suo sesto derby di fila, al di là di corsi e contro ricorsi l’unico giudice resterà per sempre il campo. Seconda vittoria di fila e balzo a quota 30 punti, a -2 dalla zona play-off. Domenica, sempre in casa, arriverà il Castrovillari reduce dal clamoroso pareggio con il Savoia.

Foto: Barbagallo di Acifotopress

Giorgio Cavallaro