ZTL, commercianti di corso Umberto (parte alta) chiedono la chiusura al traffico veicolare dalle ore 20:00 come per la restante parte del corso.

In questi giorni assistiamo (ma non è una novità) ad un continuo dibattere sulle scelte di viabilità nella nostra cittadina. Già l’amministrazione precedente, per aver scelto di chiudere al traffico Piazza Duomo, aveva subito gli attacchi di parte di alcuni che si ritenevano danneggiati dalla chiusura, specie in termini di vendite dei loro esercizi commerciali. Poi, la gente sembrava essersi abituata.

Con la nuova Amministrazione, la piazza è stata subito riaperta. Perché ci si era espressi in questo senso durante la campagna elettorale e non sembrava opportuno non essere di parola. Ben presto abbiamo assistito anche alle auto parcheggiate sopra la piazza, alla fermata di un momentino per gli acquisti, al caos più assoluto della zona 30.

Non c’è acese che non abbia fatto personale esperienza di come il corso Savoia nel pomeriggio si presentava come una giungla dove doversi districare, con auto parcheggiate a destra e manca, con il basolato e le sue strisce (cancellate e nuove) a far da arredamento urbano e mettere ancor più in rilevanza il nostro magnifico barocco, con i nuovi parapedoni ad arricchire il tutto.

Come diciamo da sempre da questo luogo, è stato un errore incredibile quello di non aver mantenuto la continuità amministrativa. Non sempre chi ci ha preceduto ha fatto tutto sbagliato e le nostre voglie di poterci distinguere da loro potevano trovare sicuramente spazio nel portare avanti progetti di miglioramento della viabilità.

Abbiamo realizzato subito una zona 30 senza avere alcuna certezza che avremmo potuto realizzarne lo step successivo in tempi ragionevoli: abbiamo servito un progetto monco con parole roboanti. Abbiamo inseguito le capacità tecniche (professori universitari, persone tutte perbene e preparate senza dubbio alcuno) senza tener in debito conto l’opinione di chi ci in quei luoghi ci vive.

Non basta convocare quattro associazioni per garantirsi una partecipazione adeguata. E non basta più fare dei progetti che non si accompagnino a credibilità politica, ed a proposte di coinvolgimento sociale ed educativo. Abbiamo un consiglio comunale con tante persone sensibili alle tematiche sociali, ma ci scordiamo di coinvolgerle. Il loro contributo non si vede affatto. La tecnica prima di tutto.

Abbiamo assistito alla forte spinta che i nostri rappresentanti al consesso cittadino (per lo meno quelli di maggioranza) hanno dato nell’imprimere una svolta verso la chiusura al traffico di Piazza Duomo, che è poi quella che ha scatenato il nuovo putiferio in Città.

Sono personalmente felice che lo abbiano fatto e lascerei loro volentieri del tempo per vedere se avanzano anche proposte migliorative a partire dalla iniziativa che hanno intrapreso.

Ma purtroppo, si è ovviamente scatenato il finimondo. Proteste dei commercianti di Piazza Marconi e non solo, un susseguirsi di comunicati da destra a manca, ed anche dal centro (semmai ne esista ancora uno). Tutti critici. Tutti contro tutti.

Mi piace segnalare che c’è chi si mette insieme, e riprendendosi uno spazio di cittadinanza attiva scrive al Sindaco: come hanno fatto alcuni esercenti della zona finale di Corso Umberto. Per chiedere il prolungamento della ZTL nel tratto compreso tra Piazza Garibaldi e Piazza Indirizzo, “nei medesimi orari definiti dalla delibera” in vigore. Ci sono 14 firme. Un segnale importante a cui dare ascolto. Un segnale di una città che si unisce a quanti vogliono scommettersi ed investire in città e chiedono di non tornare indietro. Semmai di provare a disegnare un futuro di piccole cose, realizzabili nel qui ed ora ma nella direzione di una città moderna e co-costruita.

Nello Pomona