Aci GreenWay – Attendevamo l’Apertura ed invece l’Impresa porta il Comune di Acireale in Tribunale

L’iter di realizzazione delle opere pubbliche consta di alcune fasi ben distinte: Idea progettuale (masterplan per i progettisti più chic) – Progetto di fattibilità tecnico economica (ex preliminare ) – Progetto definitivo – Progetto esecutivo – appalto dei lavori – collaudo – consegna dell’opera .

Questo avviene, o dovrebbe avvenire, nella maggior parte delle opere pubbliche realizzate in Italia, con tempistiche che oscillano tra tre e 15 anni e che spesso sono la vera causa dell’impossibilità di realizzare l’opera, infatti la distanza temporale che intercorre tra il progetto di fattibilità ed il collaudo dell’opera è spesso all’origine di ritardi ed aggiornamenti del progetto per svariati motivi, dalla variazione dei prezzi, alla modifica del quadro normativo, dalle tecnologie disponibili alla cessata necessità dell’opera talvolta superata da altri fattori postumi.

Nel caso del comune di Acireale a tutte le fasi suddette occorre (quasi) sempre aggiungere il contenzioso giudiziario.

E’ successo con innumerevoli opere pubbliche, il cui elenco sarebbe troppo lungo e di cui ricordiamo in ordine di tempo, la villa Belvedere ed il pattinodromo nel quale siamo ancora alla fase di rescissione del contratto che, probabilmente, precede il contenzioso giudiziario.

Last but not least arriva anche AciGreenway, la nota pista ciclabile che l’amministrazione Barbagallo progettò sull’ ex tracciato ferroviario all’interno della riserva naturale della Timpa di Acireale, tracciato che il comune acquistò da RFI per € 272.000, mentre altri comuni siciliani, Pachino, Godrano, Sciacca, Palazzolo Acreide, Sortino, lo hanno avuto gratuitamente attraverso comodati e convenzioni regionali.

Aci Greenway, ha avuto una gestione molto lenta e controversa, con una consegna dei lavori all’impresa esecutrice per un importo di €.329.544,34 avvenuta il 30/9/2019 a seguito di un ribasso sui lavori del 40% circa, a cui è seguita una sospensione per pandemia covid di circa un mese ed un’esecuzione che avrebbe dovuto concludersi a novembre del 2020, ma che invece slitta per assenza di collaudo, facendo annullare alcuni eventi in programma tra cui le giornate del FAI di Primavera.

Ed è proprio nel collaudo il problema, leggendo gli atti disponibili sembra accertato che siano emerse numerose irregolarità costruttive, in particolare nella realizzazione del fondo in battuto di terreno stabilizzato con polimeri, che hanno indotto il collaudatore ed il Rup a non firmare l’atto di verifica, intimando all’impresa di eseguire numerose prescrizioni sui lavori.

Questo nonostante nel 2020 sia stata presentata dal direttore dei lavori una perizia di variante che puntava a migliorare alcune criticità emerse in corso d’opera, e che sinteticamente comportava la sostituzione degli inerti nobili (di cava) per la realizzazione della pista, con lo stesso materiale presente in situ, questo per presunte migliorie e risparmi per l’amministrazione.

A chi scrive è fin troppo chiaro da che parte stiano i risparmi, ma nella sostanza l’impresa oltre ad accettare la perizia proposta, presenta anche riserve sulla contabilità per € 254.088,40 e con atto unilaterale presso il Tribunale di Catania chiede di:

1) …condannare il Comune di Acireale (in conseguenza della iscrizione nel registro della contabilità
dei lavori n. 4 riserve: riserva n. 1 per € 124.337,65; riserva n. 2 per € 93.045,99; riserva n. 3 per €
24.944,76 e riserva n. 4 per € 11.760,00) al pagamento della complessiva somma di € 254.088,40 ovvero
della maggiore o minore somma ritenuta di giustizi, da determinarsi, ove occorra, anche in via equitativa ai
sensi dell’art. 1226 c.c., oltre la rivalutazione monetaria ed interessi…;
2) con vittoria di spese di lite ed istruttoria e rimborso del contributo unificato

Costringendo il Comune a costituirsi in giudizio per resistere, esattamente come accaduto per la villa Belvedere.

Cosa accade adesso ?

Ascoltando l’intervento dell’assessore Raciti in Consiglio comunale alcuni giorni addietro, sembrava che tutto sarebbe stato ultimato entro il 16 novembre 2021, la data precedente era il 2 novembre, e che le prescrizioni imposte dal collaudatore erano state eseguite con successo.

INTERVENTO ASSESSORE RACITI SU ACIGREENWAY IN CONSIGLIO COMUNALE

https://www.facebook.com/100000192728105/videos/1229270137557539/

Andando sui luoghi si osservavano però dei ripristini della pavimentazione in materiale troppo poco resistente per sostenere il transito e la fruizione ciclabile, ma probabilmente si trattava di una nostra impressione, di sicuro adesso siamo in giudizio e lo stato dei luoghi potrebbe essere considerato un elemento imprescindibile di valutazione tecnica.

Infatti se l’impresa o l’amministrazione chiedessero un ATP( accertamento tecnico preventivo ) il Giudice nominerebbe un Perito che dovrebbe valutare le questioni poste dalle parti e fornire una propria relazione, il tutto con una tempistica che tra perizia e giudizio potrebbe far slittare la libera fruizione di anni.

Resta sempre molto difficile comprendere come si possa dichiarare in Consiglio Comunale il 12 novembre, la prossima riapertura della pista ciclabile e solo dopo alcuni giorni, emettere il 3 dicembre una determina sindacale con la quale si va in Tribunale a difendersi.

Mi piace ricordare ai molti che hanno addebitato a questa testata ed al sottoscritto, la responsabilità dei ritardi nell’apertura del tracciato, rei di aver “disturbato il manovratore” con i nostri articoli, oscurando la magia dei selfie che l’amministrazione promulgava sui propri canali, che anche in questo caso il tempo è sempre galantuomo, e forse, se si fosse intervenuti per tempo con una corretta vigilanza sulle opere, non saremmo a questo punto.

Ad esempio sarebbe bastato nella foto di copertina chiedersi quale spessore avrebbe assunto la polvere su cui i nostri tecnici ed i nostri politici stavano camminando quel giorno, dopo che il rullo ci fosse passato sopra.

Comunque sia, per Acigreenway andremo a difenderci in Tribunale e potrebbe non finire solo qui!

Fabio D’Agata