ACI GREENWAY – Non si vede La Luce in Fondo al Tunnel

Archiviato il bando di gestione privata, che l’amministrazione comunale di Acireale aveva predisposto per “esternalizzare” le responsabilità e le manutenzioni sulla pista, per Aci Greenway non sembra ancora tempo di aperture e consegna ai cittadini.

La strana maledizione che ad Acireale interessa le principali opere pubbliche, continua a manifestarsi e questa volta sembra avere toccato anche un’opera che, fondamentalmente, era già pronta da tempo in quanto realizzata per oltre il 99% dalle Ferrovie dello Stato, ente da cui il Comune di Acireale ha acquistato il tracciato per 272.000€, mentre gran parte dei comuni siciliani lo otteneva in comodato gratuito.

Dopo un taglio del finanziamento iniziale di oltre 900.000€, il 13/9/2019 si firma il contratto per l’esecuzione dei lavori per la “Realizzazione di un percorso ciclopedonale da sorgere sul vecchio tracciato della ferrovia dismessa nel Comune di Acireale -Progetto denominate ACIGREENWAY- Progetto Esecutivo – Stralcio funzionale”; per un importo a base d’asta di € 538.865,32 ed un ribasso d’asta del 39,9668% pari ad un importo contrattuale di € 329.544,34.

I lavori consistono prevalentemente nella stabilizzazione del tracciato ferroviario, che in parte era ancora interessato dalle antiche traverse in legno, smaltite a caro prezzo in discarica come rifiuti speciali (contengono potenti inquinanti), e la realizzazione di impianti d’illuminazione e opere di sistemazione del percorso, in questo stralcio manca quasi del tutto la parte relativa agli arredi, panchine, tavoli, ecc.

Dopo una partenza lenta e scandita dai selfie degli amministratori, si arriva presto ad una lunga sospensione per il covid a marzo 2020 alternata dal contenzioso con i privati possessori dei terreni, che l’amministrazione comunale ritiene di avere risolto semplicemente cambiando il lucchetto d’ingresso sul lato Mortara, contenzioso che nei prossimi mesi potrebbe portare sviluppi imprevisti.

L’esecuzione delle opere riprende dopo la sospensione e con nuova proroga si arriva alla data di ultimazione del 31 ottobre 2020, i lavori però sono nel frattempo oggetto di una perizia di variante, strumento previsto dalla normativa per risolvere eventi non previsti in progetto, vediamo quali dalla relazione del direttore dei lavori :

• che con nota del 28.05.2020 prot. n. 79.20 l’impresa ha proposto di realizzare della pista ciclabile con una pavimentazione naturale ottenuta mediante ii riutilizzo del materiale presente in situ (ballast ferroviario e terreno vegetale), in sostituzione della lavorazione prevista dalla voce di elenco prezzi AP.01;
• –che l’intervento, in sostituzione della lavorazione prevista dalla voce di elenco prezzi AP.01, non comporta aggravi – ,economici · sul quadro economico generale, ­costituendo nei fatti un risparmio per la Stazione Appaltante;

Il progetto iniziale, prevedeva infatti una corposa voce di elenco per la stabilizzazione del terreno, costituito prevalentemente dal cosiddetto “ballast” ferroviario, una miscela di breccia di granulometria grossa, da 30 a 60mm, utilizzata per ammortizzare le vibrazione dei treni e poco adatta per farci scorrere delle biciclette, sul ballast negli anni si era accumulato del terreno proveniente dal dilavamento delle pendici della Timpa, prevalentemente tufo vulcanico e suolo vegetale, distribuito in maniera non uniforme e con spessori di pochi centimetri.

Nel progetto originario era previsto l’apporto di nuovi inerti a grana fine, da trattare con un geopolimero ecologico, una miscela di allumo-silicati appositamente ingegnerizzati per aggregare le terre e mantenere al contempo la capacità drenante dei terreni, questo prodotto, indentificato in progetto con un marchio registrato , serviva a realizzare sopra il ballast uno strato ciclabile di 10 cm di spessore, costituito da inerte stabilizzato, come visibile nella sezione sotto:

SEZIONE DI PROGETTO

STABILIZZAZIONE DELLE TERRE IN PROGETTO ORIGINARIO

L’amministrazione decide invece, di riutilizzare il terreno presente in sito ed evitare l’oneroso costo di fornitura e trasporto di nuovo inerte, predispone pertanto una perizia di variante in cui con un nuovo prezzo leggermente inferiore (1,48€/mq) al progetto, consente il riutilizzo delle terre impiegando un altro legante chimico, anche questo con marchio registrato .

STABILIZZAZIONE DELLE TERRE – CONFRONTO PROGETTO E PERIZIA DI VARIANTE

COMPUTO DI PROGETTO CON FORNITURA DI MATERIALI INERTI
COMPUTO DI PERIZIA DI VARIANTE CON RIUTILIZZO DEL MATERIALE IN SITO

La logica del riutilizzo dell’inerte in sito, è sicuramente una soluzione più ecologica in quanto non consuma nuovo suolo proveniente da cave, anche se l’inerte poteva essere riciclato e non nobile, nuova escavazione, sicuramente l’idea progettuale non era il risparmio dell’impresa che doveva eseguire il lavoro quasi al 50% dell’importo a base d’asta, tutte ottime considerazioni a patto che il risultato sia equivalente o migliorativo, andiamo in cantiere.

Nonostante la pista sia ancora chiusa per la mancanza di collaudo, e quindi l’usura è limitata ai pochi cittadini che “saltano il cancello”, è possibile notare come il fondo in terra stabilizzata si a già profondamente eroso in superfice e manchi del tutto lo strato di terra stabilizzata di 10 cm previsto in progetto. Infatti la perizia di variante non cambia la sezione di progetto, prescrive solo che invece di portare nuovo inerti si riutilizzi quello in sito, ma quello in sito è pochissimo e basta appena per uno strato di pochi millimetri ampiamente dilavato.

Probabilmente le piogge che, per adesso, hanno risparmiato la pista e le biciclette di mtb dotate di gomme artigliate produrranno ulteriore erosione dello strato superficiale, portando a nudo il ballast sottostante, che non è esattamente un fondo per farci passare le bici bensì i treni.

Siamo certi che l’amministrazione, sempre attenta alle questioni tecniche e dotata di competenze sopraffine, sappia porre rimedio alle probabili illazioni, che noi semplici frequentatori dei boschi acesi, riusciamo a porre in essere sicuramente senza fondamento.

Fabio D’Agata