Acigreen Way- le Riserve Naturali Siciliane Ricche e la Timpa Cenerentola – Parte I

Si Continua a parlare di AcigreenWay e della sua gestione, che nessuno sembra voler intraprendere, eppure si tratta di un epilogo abbastanza prevedibile.

La decisione di avviare il recupero del vecchio tracciato FS in pista ciclabile inizia nel 2017 con l’acquisto da parte del Comune di Acireale del sedime dismesso, poi il progetto ed il successivo finanziamento, decurtato di un buon quaranta percento rispetto alle previsioni iniziali, quindi l’avvio dei lavori e l’ultimazione del 2020, tutte fasi che avrebbero dovuto far prevedere all’amministrazione che dopo aver investito tutti questi fondi pubblici in un progetto, qualcuno avrebbe dovuto occuparsene.

Ed invece sembra che la gestione di 3 km appena di tracciato forestale, sia quasi un imprevisto che coglie alla sprovvista gli amministratori cittadini, si pensa quindi alla gestione privata inventando un bando a cui risponde una sola ditta, poi ritenuta sprovvista dei requisiti dichiarati in sede di gara e quindi esclusa, riportando la palla nel campo dell’amministrazione acese.

Eppure questo percorso naturalistico frequentato da decenni dagli escursionisti non sembrava dover generare tutti questi dubbi per la sua fruizione, il percorso infatti e’ parte di una riserva naturale a gestione forestale, mentre oggi sembra quasi che l’amministrazione lo consideri un parco urbano di cui occuparsi con tanto di custode e cartelli segnaletici, in quel delirio di “protezionizionismo civile” che da decenni sembra aver coinvolto tutte le amministrazioni pubbliche che fanno a gara per regolamentare tutto il territorio naturale che ci circonda, dalla cima dell’Etna ai parchi naturali, salvo poi dimenticarsi dei moli dei porti e dei torrenti impetuosi.

Eppure da frequentatore abituale di quei luoghi, ritengo che molti punti della villa Belvedere e del percorso delle Chiazzette, siano molto più pericolosi di AcigreenWay, perchè il pericolo è una funzione diretta del tipo di soggetto che fruisce un luogo e non un valore assoluto, se permetti a bambini di 8 anni di circolare in quel disastro manutentivo che oggi è la villa Belvedere, il rischio per la pubblica incolumità è molto più alto di quello che possono correre gli escursionisti in AciGreenway.

Torniamo alla gestione, forse non tutti sanno che Acigreenway ha già un gestore istituzionale ed è il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali DRAFT, l’ente regionale che dal 1999 si occupa di gestire la riserva naturale orientata Timpa di Acireale, di cui Acigreenway fa parte con alcune parti in zona B ed altre in piena zona A.

Chiedersi quindi chi debba gestire Acigreenway è un pò come chiedersi chi debba gestire la via Tocco o il sentiero di acquadelferro, la domanda infatti è mal posta in origine, semmai bisognerebbe sapere che il comune di Acireale non dispone dello strumento fondamentale per la gestione delle aree B, ovvero il piano di utilizzo della preriserva, che avrebbe dovuto essere predisposto entro 180 giorni a partire dal 1999 e che ancora latita.

Per sopperire a tale “svista” il comune aveva stipulato una convenzione con l’azienda forestale ed oggi questa convenzione ormai scaduta non viene inspiegabilmente rinnovata, forse per gli interessi di qualche lobby di proprietari di fondi in zona B, poco disponibili a cedere sovranità.

Dopo l’esclusione dell’unica impresa partecipante al bando di gestione, il Comune ha pensato bene di rivalutare la proposta delle Associazioni locali, che da tempo, chiedevano di poter collaborare al progetto senza mai essere tenute in considerazione, nei giorni scorsi si è svolto un incontro con numerose associazioni del territorio coordinate da Carapaci laboratorio di Comunità, ma sembrerebbe che il comune non abbia ancora le idee chiare su cosa debba fare di questo percorso, mentre l’ente gestore palesava l’atavica assenza di fondi.

Ma come si finanziano le riserve naturali e quali sono i conflitti d’interesse che convivono all’interno delle aree protette?

Fabio D’Agata