Due Convenzioni per Quale Piano? I Dubbi e le Ingerenze nel PRG di Acireale

A distanza di 24 ore dal “Je accuse” dell’ex Assessore ai lavori pubblici Ing. Salvo Pirrone, gli interrogativi posti alla città sono tutti ancora lì.

Pirrone, che dopo una convivenza conflittuale con la Giunta ed in particolare con l’assessore Carmelo Grasso che ne prenderà il posto, si dimette bruscamente nello scorso agosto, lascia con alcune riflessioni pubblicate sul proprio profilo facebook che solo oggi sono state “decriptate”.

Scriveva l’ex Assessore lo scorso Agosto :” Inoltre è mia impressione che alcuni neo e vecchi politici uniti, nella inconsapevolezza di molti ed impotenza di alcuni più attenti, siano interessati fortemente ad una importante attività che partirà a breve, non compatibile con la presenza di alcune tipologie di personalità e che perciò esercita forti pressioni su un sindaco, che continuo a stimare per intelligenza ed onestà, ma già stanco. “

Appare chiaro che “l’importante attività ” di cui parlava sia la revisione del Piano regolatore, la madre di tutti gli interessi economici che avvolgono una città che ha supera di quasi 4 volte il numero di vani per abitante rispetto alla media italiana, in cui le attività economiche e l’occupazione si riducono proporzionalmente all’aumento delle speculazioni edilizie.

Attività edificatoria che privilegia la rendita al profitto, ovvero non si costruiscono uffici, o unità produttive e turistiche ma prevalentemente case, seconde, terze case che ammortizzano i rischi inflazionistici dei capitali di rendita nella forma meno produttiva e più sicura, il mattone.

Su questo argomento l’ex Assessore non ha dubbi, e si pone alcune domande che dovrebbero fare riflettere una classe politica poco reattiva per carattere.

-:” Mi chiedo, questa amministrazione ha l’autorevolezza per proporre ed approvare uno studio di PRG? Ovviamente no e per sopperire è stata proposta subito una “larga intesa”. Ma una opposizione fatta di singoli raccolti in un gruppo misto, quindi senza linea politica unitaria, sarà capace ed interessata ad intese programmatiche o piuttosto si cerca di offrire un benefit personale a chi vorrà accettarlo, in cambio di mano libera? Un accordo da prima repubblica? Ricordo che in quel periodo tra chi proponeva accordi, oltre ai cattivi si trovava anche chi aveva capacità tecniche e grandi ideali, ….in quel periodo.
Mi faccio alcune domanda che dovrebbe farsi l’opposizione

Con chi sarebbe stata proposta questa larga intesa? con la destra che ha governato la città per lunghi anni o con pezzi del centrosinistra fluido e predisposto alle reincarnazioni progressiste?

Pirrone non lo dice ma è certo che ci sia un “patto” che tiene insieme questa amministrazione e che non sia un patto all’interno delle sole forze di maggioranza, lo avevamo capito anche noi. I primi atti amministrativi sono molto poco in stile pentastellato ed hanno un retrogusto reazionario e nostalgico, dall’apertura di piazza Duomo al traffico alle continue sperimentazioni in tema di mobilità.

E poi c’è il tema delle convenzioni universitarie.

La precedente amministrazione aveva già in vigore una convenzione con UNICT che aveva prodotto risultati importanti, ma mai adottati.

http://ufficiodelpiano.acireale.com

La nuova convenzione oltre che costare per l’erario 4 volte quella precedente, che pare debba ancora essere saldata, contiene una variazione della compagine scientifica che passa dal Professor Gravagno al Professor La Greca .

Ci sono due motivi fondamentali per sostituire un gruppo di lavoro in ambito universitario, il primo è di merito, ovvero la squadra non produce risultati o i risultati sono di scarso valore scientifico, la seconda è che il gruppo non risponde alle richieste del committente o produce risultati in disaccordo con le aspettative.

Non spetta a noi trarre conclusioni in merito, di sicuro il gruppo di lavoro del professor Gravagno era di altissimo profilo almeno quanto quello che si appresterebbe a subentrare, ma evidentemente se la Giunta ha ritenuto di sostituirlo un motivo deve esserci e probabilmente sarà una motivazione anche convincente solo che ad un mese dalla determina che segue un atto d’indirizzo del Sindaco le domande che , giustamente, si pone Pirrone non hanno una risposta.

Su questa testata, qualche giorno addietro scrivevamo che la nuova Convenzione

sembra più un incarico vestito da progetto di ricerca, ma anche su questo non siamo in grado di fornire risposte che dovrebbero, prevalentemente essere politiche, perchè a chi scrive non è per nulla chiaro a quali forze politiche risponda quest’Amministrazione.

Alla base movimentista che è spesso in contrasto con le scelte della Giunta e che genera malumore anche tra alcuni consiglieri di maggioranza?

Oppure a quel partito civico delle rendite, delle obbedienze ,che al di la di qualunque aderenza ideologica si adatta ai contenitori politici che si alternano alla guida della città da decenni, riuscendo a spuntare sempre una linea che persegue interessi privati prima che pubblici?

Tante domande a cui nessuno, pare , interessi dare risposte ed addirittura non c’è nemmeno interesse a parlarne, Pirrone ha affidato le sue esternazioni alla nostra testata nonostante avrebbe potuto farle pubblicamente in uno dei tanti canali media e social a cui un esponente politico ha sicuramente accesso.

Anche questa è un’anomalia di questa città interrotta, ma noi di Fancity, siamo ben lieti di porre le domande in piena solitudine, in fondo la prospettiva fuori dal coro è sempre la migliore.

Concludiamo con un passaggio tratto dalla relazione programmatica del Professor Gravagno

Situazione urbanistica ad Acireale In Sicilia, i Comuni sono tenuti a dotarsi di un PRG, redatto ai sensi della L71/78 (con le modifiche apportate dalla L15/91), come strumento che governa l’attività urbanistica sul territorio comunale. Tale legge definisce che il PRG debba essere revisionato ogni 5 anni, periodo di validità dei vincoli che lo accompagnano. Il territorio comunale di Acireale è attualmente governato da un piano regolatore il cui processo di redazione è stato avviato alla fine degli anni ’90, e si è concluso con il decreto dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n°54 del 4 novembre 2003. I vincoli espropriativi introdotti hanno dunque esaurito la propria validità nel 2008 impedendo da questa date iniziative di carattere pubblico. A oggi dunque ogni intervento pubblico non può essere attuato per mezzo dell’esproprio e gran parte delle attrezzature pubbliche previste dal piano non sono così attuabili. Il processo di revisione del PRG è dunque necessario, oltre che per gli obblighi di legge, per colmare i “vuoti” derivanti dalla decadenza di tali vincoli, e per dare efficaci risposte alle esigenze della città .

Fabio D’Agata