E’ nato prima l’uomo o il drink?

scimmia ubriaca

Secondo un gruppo di biologi del Santa Fe College di Gainesville, Florida, è da circa 10 milioni di anni che i primati sanno metabolizzare l’alcol.

L’abilità umana di assumere moderate quantità di alcol senza sentirsi male è dovuta a una serie di proteine ed enzimi, incluso l’alcol deidrogenasi 4 (ADH4). Tutti i primati lo possiedono, ma non in tutti agisce con la stessa efficacia: lemuri e babbuini hanno una versione di ADH4 meno capace di metabolizzare alcol di quella umana.

Il team di ricercatori ha riprodotto copie delle antiche versioni di queste proteine per verificare quanto fossero efficaci nel metabolismo dell’etanolo. Le più antiche forme di ADH4, presenti in primati di 50 milioni di anni fa, si sono rivelate in grado di smaltire solo moderate quantità di etanolo, e molto lentamente. Ma 10 milioni di anni fa, un antenato di uomo, scimpanzé e gorilla ha evoluto una versione dell’enzima 40 volte più efficiente nel metabolismo dell’etanolo.

E’ stato proprio in quel periodo che i nostri antenati scesero dagli alberi e per la prima volta consumarono frutti caduti a terra, contaminati da batteri che, attraverso la fermentazione, convertono gli zuccheri in alcol.

Se quindi non avessero avuto quella versione efficiente dell’enzima ADH4, i primati giunti a terra avrebbero accumulato velocemente grandi quantità di etanolo nel sangue e si sarebbero ubriacati in fretta, mettendo a rischio la propria capacità di procurarsi cibo e difendere il territorio. Ecco perché il gene che produce quell’enzima è stato selezionato nella linea evolutiva umana e degli scimpanzé, e lo ritroviamo nel nostro corredo genetico ancora oggi.

Inoltre la scoperta potrebbe in parte spiegare perché il consumo di alcol sia legato al circuito del piacere e della ricompensa nell’uomo: originariamente, l’etanolo era legato a fonti di cibo, e quindi alla sopravvivenza.