Francesco Piccirillo una Voce Fuori dal Coro – 2° parte

Proseguiamo la nostra discussione sulle Terme di Acireale con il Dott. Francesco Piccirillo, esperto di gestioni finanziarie in partenariato pubblico privato e con una lunga carriera di controllore dei conti di importanti enti pubblici

1° parte

Fabio D’Agata:     Dott. Piccirillo ci spiega come il Partenariato Pubblico Privato possa essere adoperato nella vicenda delle Terme di Acireale?

Francesco Piccirillo:     Il PPP è  forma particolare di cooperazione tra il settore pubblico è quello privato imponendo una corretta gestione del contratto pubblico ,se proviene dalla PA, o una corretta gestione delle convenzioni se proviene dal promotore privato di progetto. I contratti e le convenzioni derivanti da questa cooperazione hanno per oggetto la progettazione, la costruzione, la gestione e la manutenzione di un’opera pubblica o di pubblica utilità compresi i servizi di interesse generale (SIEG), con il finanziamento totale o parziale del privato e con allocazione dei rischi ben individuati come per legge

Da ciò si evince come tutti gli interventi di rigenerazione urbanistica ,di housing sociale,di edilizia perequativa,,di programmi integrati di intervento ,di programmi unitari di valorizzazione territoriale ( PUVAT), possono non essere più soddisfatti con il tradizionale incontro della PA come stazione appaltante e l’impresa privata esecutrice dei lavori. Con l’entrata in vigore del regolamento di attuazione del nuovo codice degli appalti( 2010) ,le procedure realizzative che interessano la PA per l’affidamento dei lavori ,servizi e forniture vengono totalmente revisionate ed armonizzate. Sono cambiati i modelli organizzativi ed amministrativi per la PA e l’iter con il privato

Il nuovo impianto giuridico ( di provenienza anche comunitaria ) rende superata la legislazione su opere pubbliche e lavori degli ultimi dodici anni. Il modello da giuridico specialistico diventa gestionale procedurale e documentale con nuovi attori ( promotore privato di progetto ),nuove responsabilità e compiti diversi

Fabio D’Agata :         Quindi, semplificando potremmo dire che il pubblico mette a disposizione il patrimonio immobiliare ed il privato si occupa di valorizzarlo all’interno di un progetto concordato, è corretto?

Francesco Piccirillo :     Il PPP negoziale non è un modello strutturale fisso ,creato apposta per la collaborazione tra pubblico e privato ma un “sistema” fatto su misura per la realizzazione di un progetto ben determinato, non è una panacea ma un vestito che occorre ritagliare su misura per ogni situazione specifica ,con la redazione di idonei piani di fattibilità ,che ne costituiscono l’architrave. È un processo cooperativo ,passaggio obbligato ,affinchè le fasi successive del processo realizzativo dei progetti si manifestino attraverso puntuali accordi di convenzione.Sotto questo profilo l’articolazione del PPP negoziale è tanto più estesa e innovativa quanto più la PA è capace di spostare il focus della sua operatività dall’intervento diretto ( IUS imperii) alla creazione di un ambiente favorevole per le iniziative private e gli stessi privati siano capaci di lavorare con la PA .Più aperto è il dialogo più si va incontro a quel principio della sussidiarietà prevista dall’ art 118 della costituzione . Gli esiti del PPP negoziale sono il frutto di un combinato disposto tra la qualità dell’intervento privato e la capacità della PA ad individuare i propri obiettivi ed interloquire con i soggetti privati attraverso convenzioni

Fabio D’Agata:    Come avverrebbe il conferimento del patrimonio pubblico nel nuovo   

                            soggetto economico?

Francesco Piccirillo :          Le modalità di costituzione dei fondi locali sono dettate dall’art 4 del dl 25-9-2001 n351 convertito con modificazioni dalla legge 410 del 23-11-2001 ed ai sensi dell’art 33 del dl 98 del 2011 ed operano sul mercato in regime di concorrenza.Tali conferimenti devono avvenire sulla base di progetti di valorizzazione approvati con delibera dall’organo di governo dell’ente previo esperimento di procedura di selezione della sgr con evidenza pubblica.  Risulta chiaro che tali progetti devono prevedere flussi di cassa sostanziosi per cui va cambiato il modello di valorizzazione.È il momento di dare vita ad Acireale un sistema di sviluppo simile a quello già in atto presso alcuni centri del nord :

  1. creazione di un grande centro THERMAE in cui si può affidare anima e corpo alle mani esperte di operatori qualificati per trattare e prevenire dolori cervicali ,mal di schiena ,dolori articolari valorizzando la “TIMPA” con possibilità di cure fango terapeutiche con il solo pagamento del ticket
  2. Piscine termali per benefici me rigeneranti bagni termali ,percorsi benessere , saune ,stanze del sale in S.P.A.,il tutto coinvolgendo anche le aree limitrofe del comune di Catania con i relativi alberghi privati
  3. Cura delle acque e tanto ancora
  4. Ai fondi cui sopra possono conferire beni anche i soggetti cui al comma 2 ( soggetti privati di cui al dlgs 12-4-2006 n 163 ). La PA inoltre può avvalersi delle capacità organizzative e pianificative dal punto di vista finanziario della SGR per la definizione anche iniziale del progetto di valorizzazione ( PROMOTORE PRIVATO DI PROGETTO)

Fabio D’Agata:    La strategia di collaborazione pubblico-privato, quindi è un’evoluzione del Project Financing in una forma in cui i due soggetti ottengono benefici reciproci, ma occorre coinvolgere un istituto di credito per essere certi della buona riuscita dell’operazione.

Francesco Piccirillo:        Come è stato più volte chiarito il sistema integrato dei fondi immobiliari applicato ai moderni sistemi di PARTENARIATO pubblico privato specialmente quello di tipo negoziale ( convenzione) costituisce il volano più interessante per dare impulso all’economia e creare servizi. La procedura di valorizzazione del sistema termale,ma anche di qualsiasi altro sistema urbano ,costituito da immobili (PUVAT) è l’unica strada percorribile PERCHÈ non richiede investimenti da parte della PA proprietaria degli immobili, quindi rispetta il patto di stabilità ,mette in gioco immobili obsoleti che alla chiusura del fondo saranno restituiti completamente valorizzati e prevede soprattutto l’intervento del privato che non è l’imprenditore di turno ma il sistema bancario (Sgr)

Ora che la regione è rientrata in possesso degli immobili (se avesse messo in moto prima questa strategia avrebbe risparmiato i nove milioni per l’acquisto) non si capisce perché non debba indirizzarsi per questa strada ,considerando soprattutto che con il momento economico così tragico non ci sarà alcun privato in grado di intervenire

Fabio D’Agata