Il Canale Martinetti – un Viaggio dentro la Timpa di Acireale

Il canale Martinetti è probabilmente la più grande opera idraulica della Timpa di Acireale e forse la meno conosciuta.

Si tratta di una forra torrentizia che parte a valle della statale 114, nei pressi della futura fermata Cappuccini ed arriva fino al mare traversando il lungomare di S. Maria La Scala.

Questo torrente che raccoglie le acque piovane della parte nord di Acireale e delle due infrastrutture viarie, la statale e parte della ferrovia, è stato risagomato sul finire degli anni 50 ad opera del Genio Civile di Catania e prende il nome dal progettista dei lavori l’Ing. Martinetti. Il profilo dell’asta torrentizia è intervallato da numerosi salti di quota, il più alto di circa 50 m origina una straordinaria cascata d’acqua quando le piogge si riversano sull’area urbana, cascata visibile anche dalla sottostante via Tocco.

L’intera area del torrente è classificata ad alto rischio idrogeologico, motivo per cui circa 16 anni addietro il Genio Civile esegui ulteriori lavori di innalzamento degli argini per aumentarne la portata e consolidamento delle pendici con reti paramassi e chiodature nella roccia.

Alla base della cascata fu realizzata una vasca di calma per rallentare la velocità dell’acqua, mentre a valle della via Tocco il canale passa interamente in sotterraneo in uno scatolato di cemento armato che arriva fino al mare.

Purtroppo oggi il canale presenta numerose criticità, parte delle solette in cemento armato sono forate a causa della caduta dei numerosi massi trasportati dalla corrente e provenienti dalle pendici, creando dei profondi buchi che potrebbero erodere progressivamente il letto del canale stesso.

Durante il nostro breve sopralluogo, in cui ci siamo calati con tecniche speleo alpinistiche lungo il torrente abbiamo rilevato numerose frane, soprattutto alla base della cascata, in cui la cavitazione dell’acqua sta provocando lo scalzamento al piede della parete, con il crollo di enormi blocchi lavici ancora trattenuti dalle reti, ma che , in caso di crollo delle volte degli scavernamenti potrebbero pregiudicare la staticità delle reti causandone il distacco.

erosione della soletta

Anche la vasca al piede, presenta numerose lacerazioni delle reti che hanno causato l’erosione delle rocce per circa un metro dal livello originario, questo fenomeno è particolarmente pericoloso in quanto i grandi massi trasportati a valle, potrebbero ostruire il tombino posto all’inizio del tratto sotterraneo e determinare la tracimazione delle acque sulla via Tocco.

l’interno del canale

Un’altra triste scoperta è stata l’enorme quantità di plastica aggrovigliata nelle reti e proveniente da monte, queste tonnellate di plastica destinate a finire lentamente in mare andrebbero rimosse, anche per evitare l’intasamento dei tratti più stretti e comunque, trattandosi di una zona di riserva naturalistica, costituiscono una nota dolente per il paesaggio costituito da un’intricatissima macchia mediterranea .

Auspichiamo che gli enti preposti, oltreché emettere ordinanze d’interdizione, si attivino per una manutenzione di quest’opera e dei tanti tratti a rischio crollo che sovrastano l’abitato di S. Maria La Scala, perché è possibile convivere con il rischio idrogeologico, ma solo se si ha una piena conoscenza del territorio e si adottano le necessarie precauzioni per salvaguardarne l’equilibrio.

Testo Fabio D’Agata – Foto Petra Sappa