Le Parole Sono Pietre – La Ghiaia Elettorale della Villa Belvedere

Accade spesso nell’affrontare la tematica dei lavori pubblici in Sicilia, di imbattersi nel tema effimero delle “incompiute”, categoria di opere pubbliche misconosciute all’estero ma estremamente pervasiva del panorama edilizio Italiano ed in special modo Siciliano.

La Villa Belvedere è una di queste incompiute, forse la più emblematica e rappresentativa dello stato di degrado in cui la Città di Acireale è piombata negli ultimi anni e dal quale fatica ad uscire.

Per la cronostoria di questa incompiuta è più agevole visionare uno dei tanti lavori che Mario D’anna ha sviluppato negli ultimi 5 anni

Io mi limito ad affrontare l’aspetto politico della tragicommedia racchiusa nella Villa Belvedere, divenuto ormai un non luogo dello svago e dell’indignazione cittadina.

Tutto ebbe inizio con i fondi Europei e con il finanziamento di oltre 8.000.000€, ottenuto per la sua “ristrutturazione” , siamo nel luglio del 2011, il mondo contempla il disastro nucleare di Fukushima, l’Inter è fuori dalla Champions e Adele è prima in classifica con  “Someone like you”.

Da noi, invece si consegnano i lavori della villa alla ditta aggiudicataria e come i cancelli della “Fabbrica di Cioccolato” si chiudono anche le porte del parco per 2 lunghi anni, in cui maggioranza e opposizione ne faranno il loro campo di battaglia, tra visite guidate, sopralluoghi furtivi, articoli di stampa e divieti di accesso per tutti.

La nostra Area 51 prende forma.

Il 12 Aprile del 2014 agli sgoccioli della sindacatura Garozzo, si riapre la villa per un’inaugurazione funestata dal suicidio del consigliere Baldi, inaugurazione subito seguita dal fuoco incrociato dell’opposizione del futuro Sindaco Barbagallo, che sulla ghiaia della villa Belvedere costruirà gran parte della propria campagna elettorale.

Si, la ghiaia, quella prevista in progetto esecutivo, approvata dal Rup, richiesta dalla Soprintendenza, messa in opera dalla ditta, pagata dal Comune, ma detestata da tutti Sindaco uscente compreso, che resosi conto della gravità della scelta, proverà a far sostituire scontrandosi con il diniego della Soprintendenza che non intende smentire i propri errori, anche a costo di decretare il disastro che da lì a poco sarebbe accaduto.

Fallito il tentativo di sostituire la famigerata ghiaia che ormai era destinata a diventare la protagonista delle due prossime campagne elettorali, gli acesi scelgono Barbagallo per la guida della città, che più di ogni altra cosa aveva promesso loro che l’immondo terriccio non avrebbe più avuto un futuro, liberando la loro villa dall’azolo anche a costo di raccoglierlo pietra per pietra.

Ma la natura spesso si ribella al volere degli uomini e fu così che anche gli alberi della villa belvedere, indispettiti dalla notorietà che la ghiaia minerale aveva conquistato, cominciarono a cadere al suolo conquistando le aperture dei tg locali, era il primo di Agosto del 2014, Matteo Renzi diventava Presidente del Consiglio, La Russia invadeva la Crimea e l’Inter , probabilmente, si apprestava a riperdere il campionato.

E’ il tempo delle commissioni d’inchiesta, la villa è tutta un pullulare di esperti,di agronomi, di tecnici giardinieri e di politici entomologici, la città scopre di convivere con il ” cerambicide”, varietà di coleottero che da un centinaio d’anni gli rosicava indisturbato il legno dei lecci corrodendo dall’interno la bellezza dei luoghi esattamente come la politica aveva fatto all’esterno.

Si decreta la chiusura temporanea della villa, anche se la temporaneità era una categoria indefinita che potrebbe durare anche secoli, ma nessuno era in grado di stabilirlo, nel frattempo sulla ghiaia si susseguivano studi granulometrici, la si osservava nel suo lento intercedere attraverso i vialetti inclinati, s’invocavano punizioni inimmaginabili per coloro che l’avevano collocata, si giravano cortometraggi, interviste degli Onorevoli pentastellati, e mentre ormai erano in pochi a ricordare come la ghiaia fosse arrivata lì, nessuno si occupava di fare l’unica cosa che andava fatta.

Toglierla.

Chiunque provasse a chiederlo veniva tacciato di superficialità e rinviato alle decisioni del Giudice che nel frattempo la ditta che si era limitata ad eseguire un progetto, aveva prontamente invocato per ottenere il saldo di quanto dovuto.

La risposta è sempre stata la stessa, ovvero c’è una causa in corso e non possiamo modificare i luoghi, ma in realtà si pretendeva che la ditta dopo avere messo la ghiaia, secondo progetto, la rimuovesse a sue spese per sostituirla non si sa bene con cosa.

Se invece si fosse preso atto 5 anni fa, che la ghiaia era conforme ad un progetto sbagliato, si sarebbe potuto evitare il contenzioso, evitare di chiudere la parte sud della villa lasciandola al vandalismo ed all’incuria e rimediare una soluzione economica per sostituire la ghiaia con qualcosa che non costituisse una barriera architettonica, ad esempio la terra vegetale.

Oggi nel 2019, finalmente arriva una prima conferma al dilemma che da 8 anni attanaglia la Città, nel frattempo divisa tra interventisti e garantisti, e che pur di rivedere la villa riaperta si è affidata alla guida del Sindaco Alì, anch’egli sostenuto dalla ghiaia che non abbandona nessuno dei politici che desiderano guidare la città, restando sempre al loro fianco per un’intervista, una consulenza, una promessa, una menzione nelle loro campagne elettorali.

Oggi chiunque si accingesse a fare campagna elettorale in questa città, non potrebbe esimersi dal farsi riprendere con la ghiaia sullo sfondo, un pò come le spose che non possono non avere una foto alle Chiazzette.

La ghiaia è conforme al progetto e lo è soprattutto perchè era nel progetto, una sorta di tautologia dell’inganno, che solo dopo lunghi anni un impavido Ingegnere meccanico nominato consulente del Giudice, ha avuto l’ardore di scrivere nero su bianco, come un telegramma stringato che getta nello sconforto le ultime due amministrazioni che contavano su quel Giudice per mantenere le loro promesse, traditi dall’ovvietà di una notizia già scritta 8 anni fa nel progetto di cui tanti parlano ma che forse pochi hanno letto per intero.

Ma siamo certi che alla prossima campagna elettorale, la ghiaia sarà sempre lì al fianco del futuro Sindaco che prometterà la sua rimozione sapendo ancora una volta di mentire.

Fabio D’Agata