Presentato ieri il Comitato per il No al Referendum per il taglio dei parlamentari.

È stato presentato ieri, presso la sala stampa del Palazzo di Città, il comitato per il NO al Referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, che vede, ad Acireale, l’adesione da parte di partiti, movimenti e associazioni quali: Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Liberacittadinanza, Articolo1, Partito Comunista Italiano, Partito di Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Associazione culturale VieTraverse.

Il Referendum, che, ricordiamolo, non necessita di alcun quorum per essere validato, dovrebbe svolgersi domenica 29 marzo. Il condizionale è d’obbligo, perché lo stesso, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al COVID 19, potrebbe essere posticipato a data da destinarsi.

Tuttavia, a quale quesito sono chiamati a rispondere i cittadini italiani, eventualmente, il prossimo 29 marzo? Il testo recita così: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019?». Il SÌ taglierebbe l’attuale numero di parlamentari di 345 unità, lasciando 600 parlamentari, per un risparmio di 100 milioni l’anno: 400 per la camera e 200 per il senato.

Ma quali sono le ragioni per votare no?

Il dottor Citto Leotta spiega le ragioni del “NO”

Le stesse sono state spiegate attraverso la visione di un video e le parole del dottor Citto Leotta, il quale afferma che “la riduzione dei parlamentari rappresenterebbe, innanzi tutto, una riduzione di rappresentanza, che il risparmio si tradurrebbe, di fatto, ad 1,35 euro a cittadino l’anno, il corrispettivo di un cappuccino in meno l’anno”. Aggiunge ancora che “piuttosto che diminuire il numero di rappresentanti, si potrebbe operare verso l’abbassamento degli stipendi dei parlamentari, attualmente i più alti d’Europa. Un parlamentare italiano, ad esempio, percepisce il doppio rispetto al compenso percepito da un collega inglese.” Il risparmio sarebbe, a lungo termine, decisamente maggiore.

Il video ha, inoltre, ricordato come ai tempi dell’Assemblea della Costituente della Repubblica italiana, un numero ridotto a quello a cui vorrebbe portare il SÌ, avrebbe comportato la perdita di padri della Costituzione come Piero Calamandrei e Luigi Einaudi.

Queste le principali ragioni del NO, intanto si aspetta il verdetto del governo che, giovedì prossimo, deciderà se sospendere o meno il Referendum.

Vedremo.

(Valeria Musmeci)