Presentato il Comitato per la Tutela di Santa Maria La Scala

Ieri nella piccola chiesa di Santa Maria La Scala, alla presenza di numerosi cittadini e residenti, si è riunito il Comitato per la tutela di Santa Maria La Scala, una rappresentanza spontanea di cittadinanza attiva voluta e guidata dall’irrefrenabile Don Francesco Mazzoli, Parroco della frazione.

Folta la presenza di rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, riuniti in religioso silenzio ad ascoltare Don Francesco nel suo lungo elenco di promesse mancate e di proposte da valutare, per il rilancio e la cura della frazione marinara . Le problematiche esposte al Sindaco Alì ed ai numerosi assessori sono quelle di sempre, la congestione del traffico, mai gestito, e della sicurezza stradale che comincia ad assumere toni allarmanti, per l’abitudine di utilizzare la via Molino per un circuito di motociclette assordanti .

Lo stato di degrado delle ringhiere, l’illuminazione carente e la presenza di consumo e spaccio di stupefacenti nell’area del Mulino, sono solo alcune delle tematiche affrontate da Don Francesco, che con l’eloquio calmo e autorevole del buon pastore, non ha omesso le responsabilità dell’amministrazione attuale, e delle precedenti , nella gestione del decoro urbano e della vivibilità di Scala.

Per chi è un poco addentrato nel campo dei lavori pubblici, sentire Don Mazzoli districarsi tra i difetti d’esecuzione del recente lavoro di di sistemazione del Porto, ultimato nel 2015 e carente di funzionalità dell’impianto elettrico, piuttosto che sul PAI (Piano di assetto idrogeologico), è stato veramente emozionante.

Don Francesco si è spinto fino ad affermare, nemmeno tanto velatamente, che le responsabilità per la morte dei tre giovani ragazzi nel mare di Scala , non fossero solo il frutto di una disattenzione dei malcapitati, perchè in quelle condizioni avrebbe dovuto esserci una sbarra ad evitare che tre ragazzi giungessero con l’auto fino alla punta di quel molo.

Numerose le repliche del Sindaco che elenca le cose fatte, poche o molto poche a seconda dei punti di vista, e le cose da fare, tra cui la riclassificazione delle aree a rischio del costone roccioso e la messa in sicurezza del versante, oggetto di una somma urgenza da parte della Regione.

Anche gli scaloti non hanno fatto mancare la loro presenza di spirito e di parola, redarguendo l’amministrazione sui punti dolenti di un territorio curato malamente e dalle potenzialità enormi.

Scala potrebbe diventare il volano di sviluppo di Acireale, costituendo uno dei principali poli attrattori del territorio, ma ha bisogno di attenzioni, di quelle attenzioni che Don Francesco pretende per la cura della sua comunità ed della sua frazione.

Dopo aver rilanciato ed avviato il restauro del Presepe settecentesco, si è speso per il rilancio delle tradizioni Scalote organizzando , probabilmente, il miglior presepe vivente del territorio acese e quando le frane dell’incuria si sono abbattute nuovamente sulle case, non ha esitato a scrivere ai politici, pretendendo un rapido inizio dei lavori.

Ogni volta che nasce un comitato di cittadini attivi, si aprono nuovi spazi di democrazia e noi saremo lì a raccontarli.

Fabio D’Agata