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Le canzoni dei Beatles – “Can’t Buy Me Love”

lennon-mccartney

In un’ipotetica classifica delle canzoni più rilevanti nella storia dei Beatles, Can’t Buy Me Love meriterebbe certamente uno dei primissimi posti non tanto – o non solo – per i propri indubbi meriti artistici, quanto per le conseguenze che ebbe nella storia del gruppo. E come altri dei loro brani più importanti, ha una storia costellata di fortunate coincidenze.

Mercoledì 29 gennaio 1964, durante la lunga parentesi concertistica parigina, i Beatles furono portati (trascinati sarebbe forse più corretto) agli studi EMI di Pathè Marconi per registrare le versioni in tedesco di quelli che all’epoca erano i loro maggiori successi: She Loves You (diventata Sie Liebt Dich) e I Want To Hold Your Hand (Komm Gib Mir Deine Hand).

Lo studio era stato prenotato anche per il venerdì seguente, ma i Beatles furono così rapidi che già nella seduta del 29 gennaio avanzarono tempo sufficiente per registrare 4 nastri di una nuovissima canzone che Paul McCartney aveva scritto al pianoforte verticale della loro suite all’hotel.
La versione finale, sulla quale vennero sovraincisi, ad Abbey Road, una nuova parte vocale di McCartney e il giustamente celebratissimo assolo di George Harrison (sotto al quale si sente ancora traccia dell’assolo “di prova” inciso a Parigi), divenne il sesto singolo dei Beatles, nonchè il primo eseguito vocalmente da un solo cantante.

Quest’ultimo aspetto chiuse di fatto l’epoca della collaborazione tra John e Paul, aprendo quella della loro competizione per aggiudicarsi i lati A dei singoli e la leadership del gruppo. D’ora in avanti sono poche le canzoni scritte davvero insieme dal duo, anche se spesso entrambi cercheranno la collaborazione del partner per completare brani in lavorazione.

Con la sua orecchiabile semplicità armonica (un blues in Do Maggiore che passa alla relativa minore nella strofa) e un testo altrettanto lineare nel quale spicca l’informale allusione a “my friend”, Can’t Buy Me Love fu il primo grande successo transgenerazionale dei Beatles, nel quale ascoltatori di ogni età, e non più solo giovani e giovanissimi, poterono trovare elementi a loro familiari. La maggiore conferma di ciò fu l’immediata cover che realizzò Ella Fitzgerald (un grande onore, disse McCartney). (da pepperland.it)

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