Bilancio, più risorse per il sociale

Tempo di bilancio, tempo di scelte

E’ arrivato il momento di discutere in aula di bilancio.

Il bilancio preventivo è uno strumento che ha una grande importanza, perché oltre a descrivere le risorse finanziarie che il nostro Comune ha a disposizione, indica da dove provengono e come l’Amministrazione Alì decide di impiegarle per il bene della nostra comunità.

Naturalmente sarebbe opportuno mettere tutti noi nelle condizioni di capire il bilancio, che di per sé è uno strumento molto complesso e di difficile lettura.

Così possiamo suggerire ai consiglieri che ci rappresentano di chiedere all’Amministrazione che ci si faccia carico di preparare e rendere disponibile per il download un documento di facile lettura che, senza entrare nei dettagli, ne descriva gli elementi fondamentali: quelli cioè necessari per consentire al maggior numero possibile di cittadini di farsene un’idea onde agevolarne la partecipazione attiva e responsabile.

Lo hanno già fatto tanti comuni. Noi abbiamo assessori e consulenti, ce la possiamo fare.

Speriamo che il bilancio preventivo consenta di mettere in atto azioni positive di cambiamento in città, capaci soprattutto di ridare centralità al welfare comunale troppo a lungo in secondo piano e caratterizzato oltre che dalle fragilità delle persone di cui manca del tutto la presa in carico, da tagli di risorse economiche, dalla mancanza di idee e persino dal venir meno di spinte ideali. Queste ultime sempre presenti in campagna elettorale, ma poi troppo spesso sopite – quando non sopraffatte – dall’obiettivo di non soccombere quando si tratta di amministrare, di darsi da fare.

C’è in città un disagio non più tollerabile che riguarda la fruibilità di alcuni diritti basilari del vivere da parte dei più fragili. Quelli che esprimono bisogni che non sono affrontabili con le sole risorse del Piano di Zona (peraltro sovra-comunale e con limiti ben precisi entro cui agire) e con il PAL (piano regionale per la lotta alla povertà, anch’esso sovra-comunale). Che riguardano categorie di cittadini che senza aiuto hanno difficoltà a fruire del pieno diritto all’istruzione, all’inserimento lavorativo, all’abitare “dopo di noi”, all’inclusione sociale per una vita da cittadini adulti, ecc.

Per i quali, accanto alle risorse, occorrerà necessariamente mettere insieme valori, professionalità, passioni e volontà di molti. Sperando di non ripetere i soliti errori.

Speriamo bene

(Nello Pomona)