Politica

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Tutti ballano come se fossero sul Titanic. Dicono: “Non è possibile che vada a fondo…”. E intanto hanno l’acqua alle palle.
(Beppe Grillo, comico italiano)


Oggi Cuciniamo siciiano, prepariamo l’agrodolce:

Dolce:
Bellissima serata, la Festa Europea della Musica è stata festeggiata al altissimi livelli.
Il direttore artistico Angelo Privitera ha fatto uno splendido regalo alla Città di Acireale invitando il Maestro Franco Battiato gloria della musica nazionale.
Complimenti all’Associazione Sayamastra ed all’Assessore al Turismo e Cultura, Antonio Coniglio oramai diventato anfitrione di tutti gli eventi che sono sempre di maggiore rilevanza.
L’Associazione Sayamastra rinnova l’invito per il 7-8-9 luglio per un Festival Jazz di altissima qualità con la direzione artistica di Antonio Marangolo.

Amaro:
Con l’inizio della Stagione i problemi dello smatimento dei rifiuti è arrivato al limite del collasso.
Le frazioni a mare, fresche di conversione alla differenziata stanno creando un carico di lavoro in più notevole alla gestione dei rifiuti qià in equilibrio precario.
Sarà un’estate calda per l’Assessore Ciccio Fichera (che alla fine del mandato ribattezzeremo Cuor di Leone per l’impegno profuso), a quanto pare la Tekra è entrata in affanno con la raccolta porta a porta e vediamo sempre più i mastelli ancora pieni nelle tarde ore della giornata.
Per fare la differenziata il personale doveva essere aumentato, così come doveva essere aumentata la dotazione dei mezzi.
Tra il carico di lavoro e tra gli incivili, che stanno dando il meglio di se nella via Guardia-Stazzo dove chiediamo un severo e veloce intervento di attività di polizia ambientale, la situazione rischia di diventare insostenibile.
L’Amministrazione corra subito ai ripari, la sua riuscita o meno passa dal successo nella differenziata e nel dare decoro e vivibilità alla Città.

Di ZTL appoi si ni parla. Tanto è ciatu persu.

Viva Acireale, Viva Santa Venera

santodimauro dottorziz

 

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Ad Acireale la politica locale ha anticipato quello che poi sarebbe stato il fenomeno delle “liste civiche” e la sempre più inconsistenza dei partiti. E’ stato indicato come un fenomeno che avrebbe il suo significato nel radicamento nel territorio dei candidati consiglieri comunali che formano liste che corrono alle elezioni con simboli last minute e che non definiscono mai il loro posizionamento culturale, ideologico e politico. Potremmo dire un ammucchiata di nomi che, di volta in volta, si colloca da un “civismo” ad un altro e che hanno la capacità di raccogliere il consenso specialmente per elezioni amministrative che, di fatto, rappresentano una risorsa per i candidati sindaco che sostengono ma, contemporaneamente, una palese difficoltà a trovare, dopo le elezioni, la sintesi per produrre azioni di buon governo.

Il sostegno alle elezioni amministrative di quattro differenti liste civiche al sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, ha prodotto la vittoria al ballottaggio, una forte maggioranza in consiglio comunale (figlia anche del premio di maggioranza) ed una difficoltà palese a trovare la sintesi davanti alle questioni cittadine legate alla vivibilità, al piano di sviluppo e alla ricerca di una vocazione che potesse dare slancio al territorio. Un territorio che ha perso negli anni il termalismo, l’agrumicoltura e con un terziario in chiara difficoltà doveva essere luogo di pensiero di ricerca e doveva muoversi nella direzione precisa e determinata per il raggiungimento di quegli indici di vivibilità che, negli anni, producono sviluppo, posti di lavoro, fermento culturale.

Oggi dopo tre anni di consiliatura Barbagallo possiamo dire che gli indici di vivibilità non si sono mossi di un solo centimetro nella direzione giusta ad eccezione dell’opera dell’assessore Fichera che ha voluto sin dall’inizio del suo mandato, cambiare la rotta in maniera determinata e decisa per quel che riguarda la questione della raccolta dei rifiuti urbani. Un’operazione quella dell’assessore all’ambiente che non ha trovato certo la collaborazione di tanti cittadini e che ha dovuto fare i conti con una barbarie civica senza precedenti. “Andiamo avanti” è stato il grido nel deserto dell’assessore all’Ambiente, una determinazione che merita certamente il sostegno e il plauso. Per il resto il silenzio e il pantano amministrativo è stato tutto dimostrato nella questione villa Belvedere e chiaramente nella gestione di un’area pedonale e di un’altra a traffico limitato. Per le questioni di vivibilità, quindi, non è rimasto nulla sul territorio, non si è programmato, non si è riusciti a trovare, appunto, la vocazione e la determinazione necessaria per il “buon governo”.

A tre anni possiamo dire che vincere le elezioni con un miscuglio di liste civiche, con l’eterogeneità che li distingue, con poca passione ideologica, con la trasversalità esasperata non serve e non produce un governo deciso, agile e determinato. Troppi equilibri da mantenere, troppe visioni da contenere, troppi ingredienti per una minestra che più passa il tempo più diventa indigeribile.

(mAd)

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Complimenti a Nello Oliveri ed alla sua squadra: da oggi avranno il gravoso compito di evitare l’affondamento della barca e di ripararne le falle a prezzo di lacrime e sangue del popolo catenoto.
Il Comune di Acicatena è un grosso squarcio cementificato tra i comuni di Acireale, Aci Sant’Antonio, Valverde ed Acicastello, gli ultimi quarant’anni di edilizia scellerata hanno trasformato i paesi di San Nicolò, Aci San Filippo, Acicatena, Santa Lucia e la località di Vampolieri in enormi contenitori di esseri umani.
Salvare il Comune dal dissesto e rientrare nei binari della normalità è una consegna gravosa che riceve Nello Oliveri.

La vittoria di Oliveri ha molteplici sfaccettature, decine di motivi.
Non entriamo nel dettaglio, è il momento della festa e festa sia.
In futuro ci ripromettiamo di analizzare la vittoria con l’interessato quando ci concederà un’intervista.

Gli sconfitti, lasciano caduti di rilievo sul campo.
La forza che all’inizio avrebbe dovuto sbaragliare tutto e tutti ha ceduto il passo al credito morale di Nello Oliveri.
La sconfitta di Petralia è soprattutto di Nicola D’Agostino, Fausto Raciti e Sammartino.
D’Agostino inizia a pagare il biglietto d’ingresso al PD: operazione che doveva farsi tre anni fa e non ora con alleanze strategiche e frettolose.

Nicola D’Agostino ed i suoi hanno i voti, ma nella buona sostanza Pippo Sciacca, Luigi Citraro e Gianluca Grangagnolo restano fuori dal Consiglio Comunale Catenoto e questa da noi si chiama “cuzzata”.

Tra due anni si vota ad Acireale: dall’esperienza catenota si potranno trarre gli auspici per quella Acese.
Il centrodestra deve trovare un candidato autorevole e che sappia soprattutto risvegliare dalla catalessi il suo elettorato.
Quelli che sono al governo, malgrado le cose buone fatte sono obbligati ad una operazione di restyling. Da più parti si invoca un rimpasto serio e di qualità, l’Amministrazione deve rispondere alla Città e darle contezza di una efficace azione amministrativa.

Stanotte tutti dormiranno dopo la veglia della scorsa, domattina mi leggeranno, mi dispiace non potere fare complimenti a tutti; ma buon lavoro per il bene comune ce lo dovremmo e lo dovremmo augurare.

Auguri Nello Oliveri, con tutto il cuore.

 

santodimauro dottorziz

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Il deputato Basilio Catanoso, attraverso una nota, esprime al sindaco eletto di Aci Catena, Nello Oliveri, le “felicitazioni per il traguardo raggiunto con entusiasmo e abnegazione, al servizio della comunità catenota”.
“Il successo conseguito al primo turno da Nello Oliveri è un segnale chiaro e forte: unità di intenti, persone perbene, politica come servizio (noi) e non come interesse di consorterie” prosegue il deputato di Forza Italia.
“Ringrazio gli attori, tutti locali per l’unità con cui si sono presentati agli elettori: rispondendo ad un mio appello e rinunciando alle proprie legittime aspirazioni, hanno permesso la costruzione di una autorevole coalizione di centrodestra che i cittadini hanno premiato. Adesso tocca agli amministratori ricambiare,  premiando i cittadini con azioni di buona e sana amministrazione” chiude l’on. Catanoso.

sdm

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Multitudo ex incertissimo sumit animos. (Titus Livius)
La folla fonda le sue opinioni sulle cose più incerte. (Tito Livio)

Gli Acesi sono nostalgici.

La nostalgia gli Acesi la usano come narcotico, per non vedere quello che succede loro intorno.
Ci sono ad Acireale anche campioni di nostalgia che riescono ad avere addirittura nostalgia della nostalgia.

Esisteva un centrodestra fortissimo ad Acireale.
Uno zoccolo duro da diecimila voti.
Non una macchina da guerra bensì una succosa mammella.

Pensavamo che sarebbero stati eterni.
Il loro Sindaco si rinchiuse nelle stanze della Loggia Giuratoria, quando s’accorse che lo circondavano gnomi e non giganti.
Bruciò i suoi quarantanni a proteggersi dagli avversari e dai suoi stessi alleati.
Riuscì ad uscirne con l’integrità dell’onore e della coscienza.

Nino Garozzo non lo enumereremo tra i grandi eroi, ma doverosamente tra le persone più preparate amministrativamente e soprattutto oneste.
Un uomo onesto e stanco che, per la Città,ha abbandonato la sua professione per dieci anni e che ora ha ripreso con nuovo vigore ed entusiasmo.

Il centrodestra senza re e senza regno si ritrova senza candidati spendibili per le regionali e per Sindaco alle prossime amministrative.
Una battuta oggi, una chiacchiera da bar domani, si è diffusa in Città la notizia di un ritorno in politica del Sindaco emerito, sicuramente il personaggio più spendibile della destra Acese al momento.

Come ogni tanto capita, ho avuto uno scambio di messaggi con l’Avv. Nino Garozzo e tra un occhio alla situazione attuale e il ricordo di quando Fancity non andava per il sottile con la sua amministrazione, il Sindaco emerito ha fatto capire che lui non si deve candidare perché deve lavorare.
La professione innanzitutto.
Gli crediamo, ma con formula dubitativa.

Non lo critico affatto per questa scelta, per governare gli Acesi ci vuole una tempra non comune e se fai politica a tempo pieno devi necessariamente trascurare affetti e lavoro.
Roberto Barbagallo non è da solo dentro al Palazzo, ha assessori e consulenti di cui si può fidare.
L’attuale Amministrazione sa fare squadra, non è solo riuscita a far innamorare il personale e lo si è notato tanto in questi tre anni.

Un centrodestra alla ricerca di un uomo forte e con l’amministrazione che democristianamente fa argine a destra spostando il suo asse politico in controtendenza al suo leader politico, è uno scenario interessante.

C’è tanta carne al fuoco da qui a venire.
Domenica si vota nella Città sorella di Aci Catena e agli Acesi sembra non interessare la sorte dei vicini.
Poi a tamburo battente Regionali e Politiche, o viceversa.

Rideremo e piangeremo, ma soprattutto noi di Fancity ed i liberi navigatori ci saremo.

Viva Acireale, Viva Santa Venera (cit. Nino Garozzo)

santodimauro-dottorziz

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Tutte le volpi alla fine si rivedono in pellicceria.
(proverbio)

Fare pagare le tasse a tutti per pagare tutti di meno ad Acireale non è considerato giusto: l’Acitanus medio il suo preferisce farlo pagare agli altri.
Questo è il popolo della rizzetta, questo è il popolo che si fa prendere per il fondelli dall’occhio di rispetto, questo è il popolo che è felice quando il negoziante che lo ha truffato gli dice “pirchì si tu, dammi xxx”.

Leggiamo con soddisfazione che verranno incrociati i dati catastali e le utenze per così fare uscire a galla gli evasori totali della TARI a cui verranno chiesti in modo perentorio gli ultimi cinque anni evasi.
Il Comune ha sottoscritto una convenzione con l’azienda di un brillante ingegnere informatico Acese, di cui omettiamo il nome per evitargli maledizioni, jastime e bambole vodoo, che ha messo a punto un programma “furetto” per stanare gli evasori e a cui tutti auguriamo buon lavoro.

Nel frattempo l’Assessore Fichera annuncia che altri territori della Città saranno annessi a quelli che già virtuosamente differenziano.

Dopo le belle notizie, rinnoviamo l’appello a quei porci che lasciano la spazzatura in giro di cessare questo comportamento incivile e illegale.

Un appello particolare lo rivolgiamo a coloro che si apprestano a trasferirsi per la villeggiatura nelle frazioni a mare: siate civili, siate educati, siate uomini.

Acireale è bella, da Capomulini a Fimminamorta: non fatene un letamaio e pagate la TARI.

Viva Acireale, Viva Santa Venera (cit. Nino Garozzo)

santodimauro-dottorziz

 

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La Democrazia cristiana ha svolto nel XX secolo la funzione che gli Stati della Chiesa hanno svolto per millequattrocento anni. (Gianni Baget Bozzo)

E venne l’ora della politica dei politicanti.
Due anni di navigazione a vista, con risultati a volta anche lusinghieri (ecomostro e cittadella ad esempio) hanno portato ad un certo disorientamento dei cittadini, l’elettorato, quello che premia o che non perdona.
Un’Amministrazione che volesse attuare il proprio programma elettorale a costo di scelte dolorose e sgradite ad alcuni, non sarà mai benvista dagli Acesi e malgrado siano passati decenni, nulla è cambiato nel metodo di ricerca del consenso.
Il cambiamento è visto come violenza per chi ha fatto dell’indolenza la propria condotta di vita.
I programmi elettorali sono da sempre considerati solo carta da chi li presenta e da chi li riceve; attuare un programma mette sotto choc la comunità.

La promozione di Coniglio e la prossima nomina di Ferlito sono frutto del colpo di sterzo dato da questa amministrazione.
Una virata a centrodestra, un cambio di rotta che potrebbe risultare incomprensibile proprio quando il leader D’Agostino continua il suo avvicinamento al PD.

Gli acesi amano la granita, la pasta con il trunzo e la vecchia DC.
Antonio Coniglio è il governante perfetto per gli acesi: di estrazione cattolica, politicanti di famiglia, forgiato dalle idee della DC e tempratosi sotto Lombardo.
Coniglio è il primo Assessore Acese, da quando ho il lume della ragione, che agisce per la realizzazione degli obbiettivi attraverso il metodo della composizione (vedi ZTL, vedi Cittadella).

Quando lo mandarono nella bolgia Fondazione del Carnevale, tutti si immaginavano che il giovine malatioto sarebbe stato trovato, in poco tempo, appeso a testa sotto in un carro allegorico.
In poco tempo Coniglio è diventato l’amico, il fratello dei maestri carristi e, con saggezza e lungimiranza, ha dato dignità e sicurezza alla Cittadella e a chi li dentro opera.
Oggi oltre alle deleghe svolge il ruolo di collante tra Amministrazione e Città, è riferimento del Cittadino, è l’uomo forte accanto al Sindaco.
Con Coniglio è tornata ad Acireale la tanto rimpianta DC.

Ferlito Assessore non farà la storia di Acireale, ma se l’Acese è di destra, l’Amministrazione deve virare a destra, a costo di non piacere a quelli che hanno applaudito al cambiamento, a costo di non piacere a Fancity con cui questa amministrazione si è dialetticamente confrontata: tanto, ragionando democristianamente, Fancity non sposta voti, Fancity non è un CAF.

Domenica alla Nivarata il Sindaco ha preparato le granite….

Il quadro politico oggi ad Acireale è questo, lo capiranno quelli, e sono tanti, che da tempo mi seguono nei miei ragionamenti più tortuosi:
Il Sindaco fa le granite, Nicotra le scioglie e Coniglio se le beve.

Viva Acireale, Viva Santa Venera

santodimauro dottorziz

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Ieri l’annuncio che la differenziata anche nelle frazioni S.Tecla, S.M. la Scala, Stazzo e Scillichenti è partita ed è partita “friscannu i roti” con una bella percentuale, ci complimentiamo con l’Assessore Fichera e l’Amministrazione tutta.
Si continuerà fino a luglio per completare: la tabella di marcia si è allungata, poco importa, conta il risultato e “mazziannu li fitusi” si raggiungerà la percentuale promessa in campagna elettorale del 70per cento di differenziata.
Questa è stata, è e sarà la “madre di tutte le battaglie” (cit. Saddam Hussein) sicuramente vittoriosa che, dopo avere messo a dura prova fegato e sistema nervoso dell’assessore Ciccio Fichera, sarà motivo di soddisfazione.
Ma la raccolta differenziata è condizione necessaria ma non sufficiente per potere dare a questa Amministrazione il patentino di virtuosa.
I mastelli finalmente allineati lungo le nostre vie e le iniziative aggregative  e/o culturali di Coniglio sono sicuramente degli indicatori di una volontà ad invertire la tendenza all’imbruttimento e all’imbarbarimento dell’ultimo tentennio di questa povera Città, ma…
Il decoro urbano e la vivibilità che noi cittadini reclamiamo e che a Palazzo  di Città fanno finta di non intendere, devono essere supportate da risposte, impegni e fatti concreti e realizzati con estrema serietà.
La Tekra di mettere cestini per i piccoli rifiuti, le deiezioni canine e per le cicche delle sigarette non ci pensa nemmeno.
Costringere i padroni dei cani a camminare per centinaia di metri con il pacchetto delle feci canine in mano lo definisco umiliante nei confronti di persone che compiono il loro dovere di civiltà, mentre quelli che fanno concimare alle loro bestiole le aiuole, le villette e quella porzione di Villa Belvedere accessibile a questo punto risultano quelli furbi.
La ZTL è come u “a marabecca” tutti ne parlano e nessuno l’ ha mai vista.
Oggi, domani e stasera i giorni passano: la chiusura di Corso Umberto per un paio d’ore notturne quando i piccoli acesi dormono e non escono con la bicicletta ci saprà di presa in giro.
Una presa in giro che non basterà la differenziata al 300% per farla digerire agli Acesi. Sappiatelo.
E poi, una cosa, la più importante: appena compiono 18 anni i ragazzi e le loro stesse famiglie programmano la partenza del giovane per andare a cercare fortuna lontano da qui.
I ragazzi vanno via e gli anni passano, tra qualche anno non sarà più Acireale ma Acigeriatrica. Meditate…

La guerra si deve vincere su tutti i fronti; vincere la madre di tutte le battaglie non significa necessariamente vincere la guerra.

Viva Acireale, Viva Santa Venera (cit. Nino Garozzo)

santodimauro dottorziz
(foto di copertina di Fabio Consoli)

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“Spese pazze all’ARS” – Pubblichiamo integralmente la nota dell’on. Nicola D’Agostino

“Ci sono voluti cinque anni di indagini e di composta resistenza al dispiacere. Che alcuni componenti della Procura di Palermo avessero torto, io non avevo dubbi. Ma come sempre accade in vicende del genere, quel che è certo per l’interessato non sempre lo è per chi ti osserva, specie quando ad essere accusato è un soggetto pubblico nell’esercizio delle proprie funzioni politiche: in questo caso la curiosa morbosità popolare, alimentata dalla mala abitudine di assecondare l’accusa e non bilanciare mai con le ragioni della difesa, porta a pregiudizi sommari. Per cui: le cosiddette “spese pazze” dell’Ars erano davvero tutte pazze e, nella logica di processi all’ingrosso, quelle che mi venivano contestate meritavano d’essere definite peculato consumato per il sol fatto che a sostenerlo fossero dei pubblici ministeri. Le tante pagine di giornali, i telegiornali a tutto spiano, soprattutto il web, quest’ultimo impietoso e definitivo nella sua sommaria giustizia, lo “confermavano”. Insomma, “condannato e colpevole” a prescindere!

Oggi paradossalmente passo addirittura per definitivamente “assolto”, il che prevederebbe un rinvio a giudizio (cioè a processo) che non è mai avvenuto: le tesi dell’accusa, nel mio caso, erano talmente inconsistenti che non meritavano di essere discusse in un processo. Non lo dico io, ma il Gup a Palermo e la Cassazione a Roma.

Tre anni di indagini (con il rischio di un preventivo marchio d’infamia), l’archiviazione da parte della stessa accusa del 95% delle contestazioni (cioè per tutti gli atti compiuti da capogruppo), la (ingiusta) richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm palermitani per fatti quando non ero capogruppo (e dunque che c’entravo? Mah…), un anno di dibattimento per decidere se meritassi o no d’essere processato, il proscioglimento (Luglio 16) da parte del Gup che respingeva la residuale accusa degli inquirenti, la sensazione di liberazione da un incubo (che definì kafkiano) durata però pochi mesi perché la stessa parte accusatrice decise a Dicembre di ricorrere in Cassazione: infine ieri il rigetto del ricorso della Procura da parte della Corte di Cassazione!

Riassumendo i fatti: la mia condotta è stata sempre esemplare, ci sono voluti 5 anni (senza neppure un rinvio a giudizio) per far emergere l’inconsistenza delle contestazioni. Pazienza: esperienza che fortifica.

Un grazie alla mia famiglia che mi ha sostenuto, agli amici (politici e non) che non hanno mai avuto il minimo dubbio, ai miei amici avvocati, Enzo Mellia in testa, Piero Continella, Giuseppe Lo Faro, Luca Blasi, Nino Caleca, Roberto Mangano, Franco Andronico, Antonio Capizzi senza i quali non avrei avuto la forza di resistere con compostezza e far valere le mie ragioni”.

(Nicola D’Agostino)

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La composizione delle liste è un momento fortemente strategico che spesso determina la vittoria o la sconfitta dei candidati sindaco. Liste tante, non meno di quattro e dentro nomi  che hanno la capacità di raccogliere consenso e portare voti utili per vincere le elezioni. Vincere, però, non è sinonimo di buon governo anzi, al contrario, è spesso un concetto volatile che si scontra, prima o poi, con la complessità dell’amministrare e, quando serve, fare scelte importanti.

La composizione delle liste è, quindi, un passaggio fondamentale per decretare la vittoria o la sconfitta di un candidato alla carica di primo cittadino. Tutto ciò se è vero che è utile diventa ambiguo quando si deve amministrare una città. Per governare bene, infatti, una veduta comune delle cose da realizzare è sempre auspicabile, ma tutto ciò, fa a pugni con la trasversalità e l’eterogeneità che le liste propongono. Il minestrone variopinto non produce mai unità d’intenti e speditezza nelle decisioni.

La trasversalità e l’eterogeneità con cui sono state allestite le quattro liste in appoggio al sindaco Barbagallo ha portato alla vittoria e ad una confusione che non si era mai vista prima. Nello schieramento che sostiene l’amministrazione troviamo infatti di tutto e di più. Da chi si sente tanto a destra a chi, invece, si muove in direzione opposta e ad altri che vanno secondo la marea e l’onda del momento. Tutti dicono tutto e tanti il contrario di tutto. Il risultato è l’immobilismo che vediamo e a cui assistiamo impotenti. Immobilismo inevitabile dal momento in cui il malcapitato sindaco deve muoversi con attenzione per non deludere nessuno della sua maggioranza e quindi la migliore cosa che può fare è non muoversi affatto. E’ il pericolo delle sabbie mobili: più ti muovi più affondi. Ed allora, come capita spesso, meglio stare fermi, accelerare e frenare contemporaneamente finchè nel cortile il rumore della zuffa non si è placato.

Questo è il motivo principe  per cui l’amministrazione non è nelle condizioni di dettare i tempi della iniziative; ecco perché prima di fare un’azione concreta devono tentare di mettere insieme tutte le teste che hanno al loro interno. Il risultato è un caos incredibile dove anche per il più semplice atto si trovano dietro l’angolo sostenitori e franchi tiratori.

Oggi dopo tre anni di amministrazione comprendiamo bene perchè non è possibile amministrare una città complessa e ferita come Acireale. Non è possibile perché per camminare spediti è necessaria una condivisione d’intenti e una progettualità comune. Del resto come si può continuare a pensare di gestire la città senza organizzazione interna, senza organi direttivi, senza congressi e senza condivisione delle linee guida?

Comprendiamo che si tratta di un quesito politico difficile da risolvere e non vorrei essere nei panni del sindaco,  vogliamo solo ricordare che la loro confusione e il loro “melting pot”  produce poco ed è la città, infine, a pagarne le conseguenze.

A due anni dalla scadenza del mandato non possiamo che sperare che si possa finalmente definire un progetto, un futuro e una prospettiva per la città e per i cittadini  ma la maionese quando impazzisce va buttata e non si può recuperare nulla.

(mAd)